SAFF - BIOSAFF

24/08/2018

SAFF - BIOSAFF


Il nostro sistema a fusione Saff - BioSaff

1. L'idea
2. Le prime prove
3. I primi lavori
4. I problemi
5. Le soluzioni
6. Note

PREMESSA
Dopo anni di installazione delle barriera con i caratteristici prodotti siliconici,silossanici, silanici
e silicatici, ci siamo chiesti che cosa potevamo fare per ovviare ai problemi che dette barriere avevano (ed hanno tuttora) e cioè :

- il problema dell'apporto di ulteriore acqua nel muro già saturo di acqua e sali
- il problema dei lunghi tempi di attesa affinché il muro diventasse asciutto o perlomeno a contenuto di percentuale di acqua fisiologico
- la resistenza ai sali delle soluzioni , sempre più aggressivi ( la presenza dei nitrati una volta era limitato a costruzioni tipo stalle, ma con la diffusione dei motori diesel la formazione di ossido di azoto era aumentato in modo esponenziale)

1 L'idea
Perché non trovare un prodotto puro,senza acqua o solventi, al 100% di attivo, che non avesse problemi di resistenza ai sali ed alle eventuali spinte idrostatiche?

Quale veicolo poteva sostituire l'acqua o il solvente?
Il calore! perché no? In grado da fungere da veicolo ad una composto solido,fusibile e successivamente solidificabile?

Non una resina, ma delle cere : la paraffina o cere vegetali.
Per definizione la paraffina ( parum affinis) è un composto naturale,minerale,non aggredibile da acidi o basi, inodore ed in grado di essere fuso a base temperature (50 ° gradi ).
Ultimamente con la ricerca abbiamo sperimentato altre cere vegetali innovative, che presentano le stesse caratteristiche di resistenza con il vantaggio di non essere derivanti dal petrolio e quindi ecologicamente sostenibili.

2 Le prime prove
su un mattone prima, su cemento armato e su tufo successivamente, provammo a riscaldare il muro con una resistenza di acciaio ed a versare nel foro paraffina fusa.
La conferma del perfetto funzionamento fu vedere come si diffondeva attraverso i pori nella parte riscaldata, come formava una rosa compatta e come si univa alla rosa adiacente,formando uno strato uniforme. e come solidificava al di fuori di quella zona!

3 I primi lavori in cantiere
Il primo cantiere fu una importante costruzione storica in mattoni alle porte di Milano, con mura di alto spessore e con un lungo perimetro , che ci permise di mettere a punto le potenze delle resistenze,i tempi di riscaldamento e di impregnazione e di testare la perfetta e continua formazione di una fascia satura di cere.
Avevamo finalmente realizzato una barriera non solo chimica ma fisica!
Da quel momento partirono gli interventi mirati nelle chiese e nelle costruzioni di rilevanza storica, oltre ad edifici privati di di pregio, di cui abbiamo una notevole casistica nelle referenze.

4 I problemi
I problemi da risolvere erano la fornitura della corrente necessaria al collegamento delle batterie di trasformatori e dalla potenza assorbita, per una adeguata lunghezza di murature dove operare,
la tenuta stagna dei serbatoio di iniezione, gli accorgimenti contro l'eventuale incendio delle cere, il voltaggio dei trasformatori a norma di sicurezza.

5 Le soluzioni
Le soluzioni sono state relativamente semplici, dalla fornitura della corrente ( con quadri elettrici Enel a basso costo e con potenza sino a 20 kw) dal diametro delle resistenze, dalla sigillatura dei serbatoi ( risolta con cartucce di gomma siliconica) , dai serbatoi con tampone di cere per impedire il surriscaldamento, dalla potenza delle resistenze ( rapporto tempo / riscaldamento) e dal basso voltaggio a 48 volt, innocuo ed utilizzabile secondo le norme cantieristiche.

6 Note
La barriera con cere è l'unica reversibile, ed è l'unica eventualmente accettata dalle Sovrintendenze.
Inoltre maggiore è lo spessore delle murature da trattare minore è l'incidenza dei costi: questo perché indifferentemente dallo spessore i tempi di impregnazione sono identici ed il calcolo che normalmente viene considerato al centimetro di spessore per metro lineare non è applicabile o quantomeno incide molto sugli spessori inferiori ai 40 centimetri.
D'altronde questo sistema è indirizzato prevalentemente su murature che presentano spessori minimi di 50/60 centimetri.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il nostro sito www.grandisol.it

 


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Pubblicato il 24/08/2018