Panoramica dei diversi sistemi esistenti contro l'umidità di risalita

03/02/2017

Panoramica dei diversi sistemi esistenti contro l'umidità di risalita


LA DEUMIDIFICAZIONE DEI MURI AFFETTI DA UMIDITA' ASCENDENTE

Sono oltre 40 anni che lavoriamo in questo settore e vista la sempre più "confusione" nel ricercare la soluzione più idonea da parte delle persone, vogliamo darvi un'idea di cosa offre il mercato e quali a nostro avviso sono le differenze:

elettrosmosi: inefficaci con umidità sotto una certa soglia,richiedono una continua tensione.

osmosi passiva: si basa sull'utilizzo di onde gravitazionali o elettromagnetiche, non ne è ancora comprovata la sicura efficacia.

intonaci macro porosi: escludendo i rasanti, detti intonaci devono avere almeno uno spessore di 2-3 centimetri; evaporano l'acqua come vapore acqueo ma trattengono i sali trasportati dal sottosuolo, che nel tempo occludono le celle rendendolo di fatto impermeabile.
Sono un ottimo completamento all'esecuzione delle barriere chimiche per accelerare i tempi di asciugatura.

doppie pareti, cappotti e fori di aerazione: i primi mascherano il problema, i secondi lo accentuano ed i terzi limitano l'areazione solo nella zona circostante le aperture di sfogo.

taglio meccanico: sconsigliato per problemi di staticità, proibito in zone a rischio sismico. Di fatto la struttura viene ad essere separata dalle fondazioni.

barriere chimiche: le esperienze sono datate da oltre quarant'anni, possono essere a bassa pressione o a lenta diffusione; importante è la concentrazione ed il rapporto del materiale iniettato rispetto alla murature che non deve scendere al disotto di 200 cc. di prodotto per ogni centimetro di spessore di profondità.
Esistono delle soluzioni a solventi di ottima efficacia ma gradualmente limitate nel tempo nell'impiego per problemi ambientali, mentre le soluzioni all'acqua di ultima generazione (nostro PROTECTOR ZERO E AQUABLOCKER ZERO) eliminano ogni problema di inquintamento e di pericolosità per l'operatore.

Le creme a lenta diffusione concentrate ed attualmente utilizzate per evidenti ragioni economiche non rispecchiano questi parametri, limitandosi a creare “rose” di 10 centimetri massimo di diametro, contrariamente ad una impregnazione molto più ampia delle soluzioni di resine silossaniche e/o silaniche, che formano una zona anticapillare di diametro assai più considerevole.
Per questo motivo la nostra crema (EASYCREAM) si limita ad essere impiegata esclusivamente nel calcestruzzo, ove l'umidità di risalita è sempre limitata e dove la compattezza della struttura ne permette una diffusione omogenea.